La Storia

Adagiata lungo le rive del fiume Liri, all’ingresso della Valle di Roveto, nel corso dei millenni Sora fu un importante crocevia per gli scambi commerciali che si svolgevano tra le limitrofe comunità.

Data di pubblicazione:
28 Dicembre 2021
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Adagiata lungo le rive del fiume Liri, all’ingresso della Valle di Roveto, nel corso dei millenni Sora fu un importante crocevia per gli scambi commerciali che si svolgevano tra le limitrofe comunità. La parte più antica, abitata dai Volsci, doveva trovarsi sulle alture di Monte San Castro dove oggi si erge lo medievale Rocca Sorella. Entrata nell’orbita romana, fu da loro conquistata nel 345 a.C., e contesa ripetutamente dai Sanniti.

Con l’avvento del Cristianesimo fu dichiarata sede vescovile ed arricchita di numerose chiese che sostituirono gli altari pagani. Contea autonoma, nel 970, fu occupata dai Normanni nel 1062. Durante il regno delle Signorie subì le dispute dei vari Casati.

Nel periodo napoleonico invece, fu teatro di lotte tra Sanfedisti e Giacobini. Dall’Unità del regno anche Sora, come la maggior parte dell’Italia Centro Meridionale, conobbe il brigantaggio: vi imperversarono infatti le bande del re Francesco II, aizzate dal terribile Luigi Alonzi detto Chiavone.

Nel 1915 un violento terremoto lo rase al suolo ma la risorsa naturale del fiume, sfruttato per l’energia elettrica, aiutò le sorti di questa terra che, dagli inizi del Novecento, visse una grande espansione economico- industriale perseguita negli anni, tanto che oggi Sora è una delle più attive realtà della Ciociaria.

Di questa signorile cittadina attraversata da ponti e lungofiume che invogliano a passeggiate pomeridiane, meritano una visita i numerosi monumenti sopravvissuti alle distruzioni dei terremoti.

Nel cuore della città, in Piazza Santa Restituta, sorge lo chiesa dedicata alla giovane Santa martire Restituta che, secondo la leggenda, arrivò a Sora accompagnata da un Angelo per evangelizzare queste popolazioni ma fu fatta uccidere dal proconsole Agazio. L’intera storia la si può ripercorrere osservando attentamente il portale d’accesso, opera in bronzo dello scultore anagnino Gismondi.

Della medievale chiesa di San Francesco, particolarmente bella è la bifora in travertino, un pregio dell’austera struttura assieme agli affreschi in essa conservati, risalenti al Quattrocento. Con una sostenuta passeggiata è possibile raggiungere i resti della grandiosa rocca di San Casto (XI sec.) da cui si domina l’intera città. Poco fuori dal centro abitato è ubicato il più prezioso gioiello del sorano: la Basilica di San Domenico.

Ultimo aggiornamento

Venerdi 01 Aprile 2022